Artisti di strada e taxi pagati via app mobile, WeChat Pay e AliPay che stracciano la cara vecchia Apple: ecco i numeri cinesi (e anche quelli italiani) che fanno ben sperare.

Terra del contante

Lo sappiamo: siamo la terra del contante, per tanti motivi di ordine tecnologico e culturale. La percentuale maggiore di spese (nel 2017 ben il 72%) viene effettuata ancora via contante o assegni, a fronte di un misero 28% di pagamento con carta di credito. A cercare di scalzare questo primato solo gli ecommerce e la tecnologia contactless, che ha totalizzato un +6% dal 2016 ad oggi.

Eppure, qualcosa si muove.

Dividere il conto in pizzeria o al ristorante, pagare le bollette, saldare piccoli debiti con gli amici, raccogliere il denaro per feste o regali, contabilizzare spese comuni con i coinquilini, pagare il parcheggio: con le app P2P – come Satispay (da solo rappresenta il 50% del settore), Postepay o Hype di Banca Sella – alcuni gesti quotidiani sono cambiati per gli italiani, specie giovani.
Niente più tempo sprecato in coda, niente più timore di perdere carte di credito, niente più bonifici per piccole cifre. Unica accortezza: la privacy, in termini di malware sempre in agguato ma anche di raccolta dati sulle abitudini personali dei consumatori.

Dalla Cina

Negli ultimi 15 anni in Cina si è toccata quota 16000 miliardi di dollari di acquisti fatti via app mobile, soprattutto su Tencent (WeChat Pay) e Alibaba (AliPay). Addirittura si può aprire un’attività commerciale con tecnologia QR, senza quindi la necessità di POS o hardware.

Come si è arrivati a questo?

Certamente sono stati decisivi i fattori pratici e culturali: laddove le carte di credito non attecchiscano come in altri Paesi, mentre si trovino buone infrastrutture digitali, le persone si orientano spontaneamente verso quest’ultima soluzione, aprendo la strada a startup e imprese tech specializzate.

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